Biofotoni – Luce della vita – 2^ parte

Perché certi elementi sono “morti” e le conseguenze di ciò.

Nelle piante selvatiche e sane la capacità di conservare la luce e considerevolmente più grande che nei prodotti fatti verdure freschecrescere con concimi artificiali o in un ambiente con poca luce. L’alimentazione cruda di piante selvatiche è da considerarsi di particolare valore per la salute. La natura ci fornisce tutto ciò di cui abbiamo bisogno per vivere. La miglior cosa sarebbe consumare questi alimenti in forma fresca e cruda, senza cambiarli e svalutarli attraverso cottura, congelamento, conservazione, omogeneizzazione, pastorizzazione o altri trattamenti. Ogni riscaldamento oltre i 40° distrugge le proprietà essenziali.

Riscaldando o bollendo si sviluppano nei cibi nuove combinazioni chimiche o vengono alterate le combinazioni organiche già esistenti  (vedi articolo sulla Leucocitosi digestiva). Alcuni ricercatori ritengono che lo sviluppo di nuove sostanze rappresenti un problema tanto grave quanto la distruzione delle sostanze naturali causata dalla cottura.

In una patata cotta sul grill, per esempio, sono state trovate 450 nuove combinazioni chimiche. In una pietanza complicata, come per esempio la lasagna al forno, le nuove sostanze sviluppate vengono stimate intorno a diverse decine di migliaia. Le nuove sostanze sviluppate non esistono in natura e il nostro organismo non le riconosce e non sa cosa farne. L’uomo è l’unico essere che “migliora” quello che la natura gli offre attraverso la cottura. Gli animali allo stato selvatico vivono sani e senza disturbi finché seguono le leggi della natura. Solo se sono sotto l’influsso dell’uomo, quando sono costretti ad assumere cibi denaturati e non adatti alla loro specie, sorgono anche fra loro le cosiddette malattie della civilizzazione che troviamo anche nell’uomo, specialmente nel mondo occidentale. Queste malattie appaiono sempre prima in bambini e giovani.

confronto tipi di cotturaPopp: “Tutto quello che è riscaldato, pastorizzato, cotto, fritto, scaldato nel forno a microonde o trattato in diversi altri modi è senza luce e morto. Se assumiamo tale cibo mangiamo solo un guscio vuoto che è senza alcun valore nutritivo per il nostro corpo. Con il cibo morto muoiono di fame il corpo, la mente e l’anima. Le conseguenze dirette di ciò sono funzioni organiche disturbate e malattie infettive”.

Una visita in uno studio medico o negli ospedali confermano senza dubbio questa affermazione.

Gli alimenti crudi sono invece vivi. Portano in sé, in forma di luce, la propria energia per il metabolismo. Nei frutti che maturano in modo naturale il fruttosio mantiene in sé tanta luce. Il fruttosio viene trasportato dal sangue in tutte le parti del corpo, specialmente al cervello.

Le ricerche sui biofotoni confermano le tesi del tedesco Franz Konz, pioniere del cibo crudo, che da tanti anni si batte Franz Konz per una alimentazione di erbe, frutta e piante selvatiche. Piante e frutta selvatiche sono per il corpo vera manna: l’attività dei biofotoni nelle piante selvatiche è due volte maggiore che nelle piante prodotte in modo biologico.

Perché allora non mangiare le more crude invece di congelarle o di farne marmellata?

Differenze nel contenuto di luce tra alimenti freschi, naturali e conservati , denaturati

Dalla metà del ventesimo secolo i nostri terreni sono chimicamente inquinati con concimi chimici, diserbanti, anticrittogamici e insetticidi. Le piante che crescono sono eccessivamente selezionate e troppo concimate. oltre a ciò, le piante vengono ancora “migliorate” e conservate.

Lo stesso avviene con la frutta. Bisogna aggiungere che non maturano più sotto la luce solare naturale, bensì vengono raccolte ancora immature e troppo presto. Poi vengono maturate con gas artificiale, tenute fresche artificialmente, insaporite chimicamente ed altro. banane crude

Informazioni cellulari di piante e animali deboli, malati e avvelenati sono naturalmente completamente diverse da quelle di organismi cresciuti nella luce solare naturale, che si potevano sviluppare naturalmente cioè “secondo il loro ordine”.

Popp: “Con i biofotoni assumiamo una gigantesca quantità di informazione che per noi è tecnicamente inimmaginabile. Assieme al cibo vengono anche assorbite le informazioni ivi contenute, è molto importante che queste informazioni siano positive; in questo modo possono creare nel corpo ordine e non disordine e caos. La ricerca sui biofotoni consente di conoscere se un prodotto è sano e vivo, quindi benefico, favorevole e utile per noi o se è debole e malato quindi dannoso per il nostro sistema di “ordine”.

Segnali di luce come misura di qualità

Da alcuni test risulta chiaramente che tra due cibi che sono uguali esteriormente e di uguale valore nutritivo e contenuto di vitamine, gli animali scelgono sempre quello biologico. Allora se non c’è differenza in valore nutritivo e contenuto di calorie del mangime, cosa stabilisce la differenza?

La differenza essenziale consiste nel “contenuto di luce” nel cibo.

Molti ricercatori sono dell’avviso che il valore di un alimento viene soprattutto stabilito dalla sua capacità di immagazzinare nelle sue cellule luce ed emanarla. In numerosi esperimenti Popp ha dimostrato che la verdura tradizionalmente prodotta emanava considerevolmente meno luce (biofotoni) rispetto alla verdura biologica, anche se tutte e due vengono conservate nelle stesse condizioni; i prodotti appassiti e conservati a lungo emettono considerevolmente meno biofotoni rispetto alla verdura e insalata fresca.
L’analisi dei biofotoni dà risposte alla domanda sulla vitalità e l’ordine interno di un alimento, una proprietà insolita riguardante gli alimenti.

Cattive condizione di coltivazione, una conservazione sbagliata o trasporti poco idonei, disturbano quest’ordine interno e possono essere misurate. Anche l’industria alimentare presta attenzione ai metodi più sofisticati del Prof. Popp e dimostra un interesse vivo per la misurazione di qualità. Alcune aziende e governi favoriscono lo sviluppo della ricerca sui biofotoni su scala mondiale e mettono a disposizione tanti milioni. Sono solo un ricordo i giorni in cui il Prof. Popp veniva giudicato un pazzo visionario dai suoi colleghi. Il governo tedesco ha classificato nel febbraio 2001 la scienza dei biofotoni come “campo primario” di ricerca e ha stanziato dei soldi.

La tecnica di  misurazione della luce necessita solo pochi secondi al contrario dei metodi molto dispendiosi usati prima; dati che possono essere evidenziati con la misurazione dei biofotoni, sono per esempio:

  • se il cibo era esposto a radiazioni o no
  • un giudizio sulla freschezza
  • la perdita di qualità in merce congelata, il riscaldamento con microonde, la presenza di sostanze tossiche.

spighe al sole Anche l’agricoltura approfitta del metodo di misura della luce cellulare. La qualità della semenza può essere stabilita in poco tempo. Inoltre si possono ottenere informazioni sul grado di maturazione dei prodotti, sulla classificazione della qualità e sull’influenza della conservazione.

Da tutto ciò risulta chiaramente che è di enorme importanza cosa assumiamo come cibo. Specialmente con neonati, bambini e giovani ci dovrebbe importare molto che tipo di cibo gli presentiamo. Le abitudini alimentari si formano soprattutto nell’età giovanile.

Si sa che i giovani mangiano ciò cui sono stati abituati da piccoli anche in età adulta.

fonte: SDL – sdl@vegi-salento.net

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